Antiche tradizioni enologiche

Antiche tradizioni enologiche

Settembre 14, 2020

Il Friuli è una regione dove tutti i vari elementi si mescolano, forse più che in qualsiasi altra regione d’Italia. In un’area relativamente piccola possiamo trovare le montagne, le colline, la pianura e il mare.

Dietro il suo aspetto calmo, quasi statico, la storia della regione risale a tempi antichissimi, con i segni di tutte le varie culture che hanno regnato negli anni: romani, barbari, slavi, veneziani, austriaci. Persone provenienti da tutte le direzioni, crocevia tra Est, Nord e Ovest. Da questo agglomerato non potevano mancare antiche tradizioni enologiche, da sempre segno sicuro di civiltà.

Le Prealpi Giulie proteggono la zona dai venti freddi del nord e la vicinanza del mare porta un clima mite e temperato, ideale per i vini.

L’azienda vinicola è stata rifondata in questo contesto nel 1965, grazie alla spinta e all’entusiasmo di Luciana Bennati, che ha ristrutturato in brevissimo tempo un antico borgo abbandonato, nel pieno rispetto delle tradizioni locali. A fianco degli uffici e della casa del custode, ha creato anche alloggi per gli ospiti, ha trasformato una vecchia cucina in una piccola sala degustazione, ha costruito una cantina per l’affinamento in botti di legno, oltre a un’altra funzionale ed estremamente moderna cantina per la produzione e la conservazione del vino. Lo ha volutamente mantenuto piccolo e intimo, ma di eccezionale qualità, per il piacere della famiglia, degli amici e di pochi fortunati clienti.

Dopo la morte di Luciana Bennati, la figlia Francesca Bortolotto (Presidente e Amministratore Delegato dell’Hotel Bauer 5 stelle lusso di Venezia, simbolo di ospitalità di alto livello dagli anni ’30, ha preso in mano la tenuta, ora aiutata anche dalla figlia Olimpia Possati.

Anche loro sono legati al Colmello di Grotta, con la stessa passione di Luciana e hanno l’intenzione di portare l’azienda ai vertici della produzione friulana, con la consapevolezza però che per raggiungere questo obiettivo devono impegnarsi continuamente alla ricerca di nuove vie per migliorare tutte le vari aspetti dei suoi prodotti.

Alla produzione viene applicata una filosofia molto semplice, dalla vigna fino al vino imbottigliato, per curare scrupolosamente ed armonizzare i dettagli di produzione per offrire un prodotto finito di qualità sempre migliore. La Tenuta si estende su una superficie di 21 ettari di cui 15 adibiti a vigneto; sono tutte esposte direttamente a sud e si trovano ad un’altezza compresa tra i 40 e gli 80 metri sul livello del mare.

I vitigni sono equamente suddivisi tra le due denominazioni DOP Collio e Isonzo, che pur essendo vicine sono composte da tipologie di terreno completamente diverse. Questa doppia personalità è forse la caratteristica principale dell’azienda, in quanto riescono a produrre due tipologie di vino completamente diverse che si completano perfettamente a vicenda.

Gli affascinanti vini dell’Isonzo femminili e quelli potenti e maschili del Collio. Il terreno calcareo-ghiaioso dell’Isonzo produce vini dalle strutture eleganti, unite a profumi concentrati e intensi. Il terreno marnoso del Collio esalta la complessità del bouquet e delle strutture che esplodono al palato.
L’azienda ha intrapreso ora il percorso (tre anni necessari) verso una produzione biologica certificata.

Con l’intento di preservare la freschezza e la mineralità dei nostri vini, la produzione lascia ora i tradizionali lavori in legno introducendo anfore di argilla con diversi gradi di isolamento ceramico, studiate e prodotte dal nostro giovane e talentuoso enologo Michele Bean.

www.colmello.it

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